01Preparare il modello senza perdere il rilievo.
Sono partito dal modello fotogrammetrico esportato da Metashape. In MeshLab ho controllato le componenti isolate e applicato uno smoothing leggero, con una sola iterazione, per attenuare il rumore mantenendo i dettagli scultorei. In Blender ho corretto l’orientamento e applicato le trasformazioni prima dell’esportazione: un riferimento coerente serviva anche a posizionare i punti di attenzione sul modello.
02Adattare 3DHOP all’interfaccia.
Ho configurato il caricamento del modello NXZ, lo sfondo trasparente e i limiti di rotazione, spostamento e zoom. Ho sostituito la toolbar standard con comandi integrati nella pagina: viste predefinite, illuminazione, misurazione e acquisizione di un’immagine. Il mio lavoro riguarda l’adattamento del visualizzatore e dell’interfaccia.
03Sei tappe, sei punti di vista.
Lo scrollytelling passa dalla struttura generale ai festoni, ai due campi figurati, al retro e ai lati minori. Quando una scheda entra in lettura, la camera raggiunge l’inquadratura prevista in circa un secondo. Dove presente, un punto dorato evidenzia brevemente il dettaglio, poi scompare e lascia partire il disegno SVG: prima il volume, poi il punto da osservare, infine il contorno.
04Il tratto che si disegna mentre si legge.
Gli SVG dei rilievi e gli ornamenti condividono un tratto color oro. L’animazione ne rivela progressivamente i contorni, riprendendo sul piano grafico il gesto di soffermarsi su una parte del reperto.
05Dalla visita guidata all’esplorazione libera.
Dopo il racconto, il pannello di esplorazione lascia usare direttamente il modello. La versione attuale dell’esperienza 3D è pensata per desktop; su mobile il sito originale mostra un avviso dedicato.
06Un visualizzatore, due modi di osservare.
Ho riutilizzato lo stesso visualizzatore 3DHOP tra apertura, racconto ed esplorazione libera, spostandolo nelle diverse sezioni della pagina. Durante il racconto rimane accanto alle schede; nella parte libera lascia usare i comandi. Ho adattato anche le frecce di spostamento alla vista del modello, così che i controlli restino coerenti quando si passa dal fronte al retro.
07Ritrovare il reperto nel suo ambiente.
Al modello del sarcofago ho affiancato una vista del Camposanto in Gaussian Splatting, integrata con Luma e Three.js in un visualizzatore separato. Arrivando alla sezione dedicata al luogo, una panoramica conduce verso la collocazione del reperto; al termine compare il riferimento dorato sulla mappa. Il passaggio collega l’osservazione dell’oggetto allo spazio che lo ospita.